Quali sono i parlamentari più produttivi del 2016?

Quali sono i parlamentari più produttivi del 2016?

Dicembre è il mese dei bilanci e delle classifiche, tra queste non può mancare quella sulla produttività dei parlamentari contenuta in un dossier redatto dall’associazione indipendente Openpolis, www.openpolis.it, tenuta in grandissima considerazione dai politici.
Per tanti sapere di avere guadagnato posizioni rispetto al proprio avversario è spesso motivo di orgoglio pari o più grande di vedersi approvato un disegno di legge.E così, da alcuni anni, i parlamentari lavorano con un occhio puntato sulle classifiche di Openpolis, pensando che i cittadini li giudichino anche sulla base del gradino raggiunto.Ma è davvero così? Gli elettori valutano la competenza e l’efficacia dell’azione politica dei propri rappresentanti in parlamento attraverso le classifiche?

La classifica di Openpolis, comunque, ha sicuramente una sua validità e verifica la produttività dei parlamentari, 315 senatori e 630 deputati dalla loro elezione ad oggi; andiamo a vedere allora chi sono i politici da lodare e quelli da mettere dietro la lavagna in questo 2016.

Tra i senatori, conquistano il podio Giorgio Pagliari (Pd) con indice di produttività di 855,81, Federica Chiavaroli (AP, Ncd-Udc) con indice di 713,6 e la capogruppo del Misto, Loredana De Petris con indice di produttività di 703,9;  mentre chiudono la classifica: Denis Verdini (Ala) e Niccolò Ghedini (Fi), a loro va il titolo di meno produttivi.

Tra i deputati ai primi tre posti figurano: Donatella Ferranti (PD) con indice di produttività di 902,46, Massimiliano Fedriga (LN) con indice di 673,59 e Marco Causi (PD), con indice di 649,92. Chiude la classifica Antonio Angelucci (Fi).

A sorpresa non ci sono parlamentari grillini nelle prime posizioni della classifica, al Senato il miglior piazzamento è raggiunto da Vito Crimi che occupa la 32a posizione.

Come viene calcolato l’indice di produttività?

L’indice di produttività viene calcolato sulla base dell’efficacia degli atti presentati. Si verifica se un atto parlamentare (ordine del giorno, interrogazione, mozione, interpellanza, mozione, risoluzione, emendamento e disegno di legge) ha raggiunto o meno l’approvazione e il consenso che ha ricevuto, se bipartisan il punteggio aumenta notevolmente.

Un disegno di legge approvato sia in commissione sia in Aula e votato all’unanimità darà un punteggio molto elevato al presentatore della proposta e al relatore.

Va da sé che un parlamentare dell’opposizione avrà meno chances di vedere concluso un proprio provvedimento.

Oltre all’esito delle proposte presentate, la classifica tiene conto delle presenze e della partecipazione dei deputati e dei senatori alle votazioni e al numero degli interventi.

La produttività parlamentare sembra in mano a pochi eletti, per esempio alla Camera solo 17 deputati raggiungono o superano un indice di produttività pari a 500 punti; il 72,18% dei deputati ha meno di 200 punti.

Stesso discorso al Senato, dove solo il 7,01% dell’aula ottiene più di 400 punti.

La presenza non incide molto sull’indice di produttività; i parlamentari più presenti non sono necessariamente i più attivi.

Tra i deputati più assenti figurano quelli di Forza Italia, ma anche Pierluigi Bersani (PD), registra un alto indice di assenze pari al 61%.

All’interno degli stessi gruppi parlamentari, poi, l’indice di produttività non è distribuito in maniera omogenea  tra i componenti. In forza Italia  l’86% dei componenti è sotto la media, così come il 72% dei componenti del Pd. Quindi sono in pochissimi a produrre atti per l’intero gruppo, spesso in virtù del ruolo che ricoprono.

Gli analisti di Openpolis, infatti, hanno dimostrato che si sale in classifica se si riveste anche un ruolo politico o istituzionale. Ecco che in Senato tra le prime posizioni spiccano presidenti di Commissione come Anna Finocchiaro Pd 12a (ora ministro) e Nitto Francecso Palma (FI)  7° e il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (LN) 21°.

La Lega Nord è il gruppo più produttivo in entrambi i rami del Parlamento

Nel complesso la Lega si afferma come il gruppo più virtuoso sia alla Camera, dove supera Si-Sel e M5S, sia al Senato dove conferma il primo piazzamento seguita dal Gruppo delle Autonomie e dal Pd.

In conclusione l’analisi effettuata da Openpolis, seppur interessante e utile per avere un quadro generale sull’impegno dei politici in Parlamento, presenta però dei limiti evidenti. Per esempio non tiene conto del lavoro svolto dai parlamentari nelle commissioni Bicamerali, come quella di Viglianza Rai per citarne una, né tiene conto dell’attività svolta nelle delegazioni internazionali, di cui molti deputati e senatori fanno parte e sono impegnati durante l’anno.

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