Nicolai Lilin: lo scrittore senza paura

Nicolai Lilin: lo scrittore senza paura

Nicolai Lilin: scrittore, tatuatore, padre di due figlie e soldato a soli dodici anni. Conosciuto da molti grazie al romanzo “Educazione Siberiana” pubblicato nel 2009 da Einaudi oggi si racconta ai lettori di 2duerighe.

Ciao Nicolai e benvenuto su 2duerighe, ci racconti come è nata la tua passione per la scrittura?

Ciao a tutti, ad essere sincero è stata una scoperta quasi inaspettata, collaboravo con una compagnia teatrale e mi occupavo della stesura di racconti brevi per alcune parti della drammaturgia. Passò del tempo ed Einaudi si interessò a me, praticamente il mio secondo esperimento di scrittura fu Educazione Siberiana.

Rimaniamo su “Educazione Siberiana”, nella nostra società chi sono i “criminali onesti”?

I “criminali onesti” della nostra società sono tutte quelle persone che provano a sopravvivere a chi governa, il primo esempio che mi viene in mente è la figura dell’operaio che suda, lotta e rischia la vita per arrivare a fine mese. Vivere e sopravvivere al giorno d’oggi è un “crimine”.

« Kolima, dobbiamo avere rispetto per tutte le creature viventi. Eccetto che per la polizia, la gente che lavora nel governo, i banchieri, gli usurai e tutti quelli che hanno il potere del denaro e sfruttano le persone semplici. Ti dico, rubare a queste persone è permesso. »

E’ una frase estratta da “Educazione Siberiana”, una frase forte, ti trovi d’accordo con quest’affermazione?

E’ una frase che fa parte del contesto del romanzo ma che spesso mi diceva mio nonno.

In quella frase c’è un concetto, anzi un valore, molto importante: mai fidarsi del potere ciecamente, dobbiamo sempre essere pronti a contestare qualora le decisioni vengano fatte al posto nostro.

All’epoca la polizia sovietica era il simbolo della repressione, gran parte delle decisioni prese dal governo erano viste in maniera negativa.

Conosco degli agenti di polizia e posso dire che spesso sono persone oneste, il problema sorge quando le azioni delle autorità sono guidate da chi governa contro il popolo.

Dietro ogni divisa dovrebbe esserci un umano, spesso questo non avviene.

Sei più tornato in Transnistria?

Certo anche se non sono un nostalgico.

Mi definisco un uomo di mondo, mi manca più il passato trascorso in quei luoghi, mi manca un periodo che non c’è più.

Il valore più importante che stai trasmettendo alle tue figlie?

L’onestà, la capacità di essere sempre noi stessi e l’arte di ragionare sempre in maniera “umana” per comprendere il prossimo.

Vivere e amare il proprio paese natale per rendere migliore quella che è la nostra casa. Un’altra cosa importante è il comportamento in pubblico, l’essere un buon esempio sia per le persone che arrivano nel nostro paese da terre lontane sia per i concittadini.

Tatuaggi: il tuo primo tauaggio sulla pelle, cosa rappresenta?

E’ una domanda alla quale non posso rispondere, per la mia cultura non posso rendere pubblico il significato dei miei tatuaggi ma posso dirti che il primo l’ho fatto all’età di otto anni.

1992: a soli 12 anni hai conosciuto la guerra e la paura, sono passati venticinque anni ora Nicolai Lilin di cosa ha paura?

Non avevamo paura della guerra, sapevamo che prima o poi il conflitto sarebbe arrivato, ci esercitavamo da tempo quindi eravamo pronti. La guerra è semplicemente entrata nella mia vita come l’avventura.

Leggo e leggevo molto anche da piccolo, in quegli anni leggevo libri sugli indiani d’America che lottavano per la loro indipendenza, la loro libertà….ecco mi sentivo un pò un indiano.

A 12 anni vivevo di emozioni e quando arrivò il conflitto per noi più piccoli fu l’occasione anche di essere accettati dai più grandi.

La guerra non fu solo brutale, fu una severa scuola di vita tra drammi ed euforia.

A trentasette anni posso dirti che la guerra è il più grande tra i fallimenti dell’essere umano, abbiamo distrutto la natura, inquinato mari, ma ribadisco: la guerra è in cima alla classifica degli errori fatti dall’uomo.

Non ho paura di nulla, la stessa morte non mi mette timore, sono pronto ad accettarla.

L’unica preoccupazione che ho è legata al futuro delle mie figlie, sto facendo il possibile per trasmettergli dei valori umani importanti.

Grazie mille per il tempo dedicatoci.

Grazie a voi.

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