Il tempo dei desideri e la caccia al topo: istruzioni per l’uso

Il tempo dei desideri e la caccia al topo: istruzioni per l’uso

Si sentono molte storie su come risparmiare del tempo qua e là in tutti gli impegni giornalieri, molte riviste e giornali ne parlano con grande frenesia, dicendo di rivelare trucchi ed escamotage per estrapolare quel tempo da dedicare a se.

E l’idea è che se togliamo minuti alle nostre attività giornaliere e li sommiamo avremo il tempo necessario per ciò che ci piace.

Sono molto critico su questa visione ma mi incuriosisce. Ad esempio, uno dei tanti archetipi “geniali” che rivelano, è registrare le tue serie preferite cosi da saltare le pubblicità, affinché in quel paio di ore che siamo davanti alla TV , avremo successivamente circa trenta minuti per andare a fare qualcos’altro inerente ai nostri interessi. Il tutto ha una logica. Oppure potere semplicemente non rinchiudervi quelle ore davanti alla TV!

Comunque sia, l’idea è che economizzando del tempo durante la giornata potremmo finalmente fare quello che ci piace.

Sul concetto di tempo e di come utilizzarlo nell’era moderna, sono stati fatti variegati studi; nello specifico, su come il tempo e la felicità siano correlati; ossia, di come le persone di successo siano riusciti a gestire questa variabile.

Ed analizzando molti individui con questa peculiarità, si è evidenziato che l’idea di estrapolare del tempo durante i molteplici impegni sia completamente antiquata.

Non si fa la vita che vorremmo grazie al tempo risparmiato, ma si fa la vita che vogliamo e poi il tempo si risparmia da sé.

Su alcuni di questi test svolti a queste persone, mi è saltato alla vista un particolare comune che vorrei raccontare con una storia accadutami proprio a me anni fa.

Lavoravo nel settore turistico, in una struttura ricettiva in una meravigliosa cornice della Sardegna. Gli alloggi del personale erano collocati in una parte della struttura leggermente scavata nel sottosuolo. In una di quelle sere, in cui ci trovata già dopo una lunga giornata lavorativa sotto le coperte, sentì intrufolarsi un topo in cerca di cibo. Appena me ne accorsi saltai dal letto sbalordito svegliando la mia ex compagna che invitai subito a lasciare la camera. Inizio una cosiddetta “caccia al topo” per tutta la stanza smuovendo ogni cosa. Dopo circa un’ora, riuscì ad acchiapparlo ed portarlo via da li. Visto il caos che si creò, per ovvie motivazioni igieniche, passai quasi l’intera notte a riassettare e pulire la camera.

Il tutto ha preso circa quattro ore. Che proiettandole ad oggi, quel tempo, lo avrei potuto ricavare per altre attività durante le giornate a seguire. Ma se aveste chiesto ad inizio settimana: “Riusciresti a trovare quattro ore per ridipingere la staccionata?” sicuramente avrei risposto: “No, mi spiace, sono molto occupato”.

Pero quando ho dovuto ricavare quelle ore per mettere in ordine la camera erano li.

Questo ci dimostra che il tempo è molto malleabile. Non possiamo creare maggior tempo, ma il tempo può dilatarsi per soddisfare ciò per cui decidiamo di impiegarlo. Perciò il segreto per gestire il tempo è considerare le nostre priorità alla pari della caccia al topo.

Per fare questo, userò le parole di una persona molto occupata per il quale parlai proprio di queste analogie. E per persona impegnate intendo dire che gestisce una gelateria con cinque dipendenti a seguito, e nel tempo libero usciva con la propria moglie, cene fuori, cinema e molto altro. In quel momento di conversazione ricordo che era di fretta perché aveva un appuntamento con sua moglie per una massaggio per due in una Spa. E proprio inerente sulla nozione di fretta mi fece un appunto dicendo: ”ogni istante che uso, è una mia scelta, che sia la migliore”.

È una persona davvero solare; mi colpì per l’appunto una frase sempre nelle nostre conversazioni dicendo: “non mi piace dire di non aver tempo di fare questo o quello, ma mi piace l’idea di dire non lo faccio perché per me non è importante, non è una priorità.”

Non ho tempo spesso significa “non è una priorità”. Se ci si pensa, è un linguaggio molto più minuzioso. Potrei dire che non ho tempo di spolverare la mia libreria, ma non è vero. Se qualcuno mi offrisse 10.000 euro per farlo, anche se fosse nel bel mezzo del deserto del Sahara, non troverebbe neanche un granello di sabbia su quei libri. Visto che questa è una supposizione abbastanza irrealistica, si può affermare che non è per mancanza di tempo; semplicemente non lo voglio fare.

L’uso di questo linguaggio ci ricorda che il tempo è una scelta; e vi assicuro che le conseguenze sarebbero pessime se scegliessi diversamente. Ci consideriamo persone dotate e certamente nel lungo periodo avremo la forza di arricchire le nostre vite con le cose che meritano di esserci.

Quindi cosa si fa? Come riusciamo a considerare le priorità alla pari della caccia a quel povero topolino?

In prima battuta, bisognerà capire quali sono.

Possiamo valutare due strade per comprenderle. La prima, a livello più professionale, verso la fine dell’anno, sta nel fare una valutazione sui propri traguardi, dove si è arrivati, l’analisi delle varie opportunità di crescita, ecc. E qui porsi delle domande orientate al futuro, del tipo:” cosa ho fatto di cosi speciale e cosa potrò ancora migliorare? Dandovi il vostro giudizio su voi stessi.

La seconda strada è che si può applicare lo stesso operato ma sulla propria vita privata:” Quali sono state le scelte che hanno portato felicità in me ed alle persone che amo? Cosa posso fare ancora meglio”, ecc.

Creata una lista che tra il lato professionale e quello privato si arriverà a circa una decina di domande, ebbene, quelli saranno gli obiettivi da raggiungere per il prossimo anno. Si renderanno in seguito più realizzabili; vale a dire, si pianificherà come adoperarvi per far sì che ciò che desiderate sia attinente alla realtà attuabile. Ed infine si valuteranno al pari della caccia al topo, immettendoli nel nostro percorso annuo.

Un economista direbbe che il venerdì pomeriggio è perfetto per pensare alle proprie ambizioni poiché è un momento di “basso costo opportunità”. La maggior parte non si siede il venerdì pomeriggio pensando: “Sono felice di aver fatto progressi, di aver raggiunto quell’obiettivo!”. Ma coviamo il desiderio di immaginarci a come sarebbe.

Provate a stilare una lista di tre priorità: vita professionale, vita privata e voi stessi. Questo per ricordarci che ogni tipologia deve essere riempita da qualcosa. Date un occhiata a vostri impegni settimanali e vedete dove incastrarli. E questo dipenderà da voi.

Sicuramente non sarà facile; se volete andare al corso di yoga ma avete due figli a cui badare il tutto diventa un tantino più complesso. Ma nell’arco di 168 ore settimanali, penso si possa trovare il tempo per ciò che ci interessa.

Abbiamo molto tempo, il che è meraviglioso, e non ci serve tutto quel tempo per fare cose pazzesche. Quei momenti possono essere molto importanti. Potere usare quegli attimi di tempo per attimi di felicità.

Sono fermamente convinto che trovare alternativa di come usare il tempo a disposizione sia una grande opera di volontà. Abbiamo tempo. Anche se siamo occupati, c’è sempre tempo per ciò che vale; e quando posiamo l’attenzione su ciò che vale, possiamo avere la vita che desideriamo nel tempo che disponiamo.

Giuseppe Lolli

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