Antonio Vivaldi e Torino: un rapporto che ritorna

Antonio Vivaldi e Torino: un rapporto che ritorna
(fonte immagine: www.newspettacolo.com)

Ogni persona esistente sulla faccia della Terra costruisce, durante la sua vita, dei rapporti: che siano essi più o meno forti, che siano essi giusti o sbagliati o chi o con che cosa tessano le loro fitte trame, sono pur sempre rapporti. In fondo, a ben guardare, ognuno di noi nasce da due genitori e tendenzialmente in una città, in un paesino, in un piccolo o grande comune, in uno spazio che crescendo di solito viene riconosciuto come luogo di nascita: questo è forse uno dei legami più forti che si possono creare tra soggetto e luogo. Al contrario, non per forza deve andare secondo questo filo logico: può capitare che si detesti con tutte le forze quella città che ci ha visto venire al mondo e crescere, e che non si veda l’ora di abbandonarla e lasciarsela alle spalle per sempre, per continuare la propria vita in un altro luogo, con il quale spesso allora sì che si stabilisce un contatto, proprio perché è in quello spazio geografico che si può ricominciare a vivere e a sentirsi appagati (vien da sé che per raggiungere tale risultato concorrono molti altri fattori, come le esperienze personali, le attitudini, il lavoro, gli affetti).

Torino e Antonio Vivaldi sono strettamente legati da una relazione particolare e al contempo straordinaria. Infatti, benché il compositore veneziano non abbia mai avuto con la città una frequentazione assidua, il destino ha voluto che la quasi totalità dei suoi manoscritti sia conservata presso la Biblioteca Nazionale Universitaria, una struttura che rappresenta un vanto per il capoluogo torinese, in quanto fonte inesauribile di cultura ancora oggi oltre che luogo di incontri e di studio per studenti, scrittori, lettori e quant’altro. Ed è proprio a partire da questa collezione, unica al mondo, che prende vita il Festival Antonio Vivaldi (che durerà dal 5/04 fino a domenica 23/04), il compositore del Settecento italiano in assoluto più famoso, ma anche tra i meno conosciuti. Per circa tre settimane si avrà la possibilità di tuffarsi nelle meraviglie di uno sterminato catalogo ancora oggi troppo spesso messo in ombra dalla celebrità delle quattro Stagioni, composizione che ha finito per oscurare molte altre bellezze musicali, tutte ricchissime di pregio e uguale (se non maggiore) importanza.

Opera, concerti, cinema, mostre e incontri si avvicenderanno quotidianamente grazie alla comune volontà di oltre venti istituzioni e associazioni culturali che daranno vita alla kermesse barocca. Per citare alcuni protagonisti di questo festival, domani due straordinari eventi: alle ore 16 e alle ore 20.15, presso la Sala 3 del Cinema Massimo, verrà proiettato il film “Concierto Barocco” in versione originale, con sottotitoli in italiano. Tratto dall’omonimo racconto di Alejo Carpentier, il film si sviluppa seguendo un incontro immaginario tra Antonio Vivaldi, Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti a Venezia, durante il Carnevale del 1709. A seguire, sempre nella stessa sala, alle ore 22.30 verrà proiettato il film “L’enfant Sauvage” di Francois Truffaut.

Per avere tutte le informazioni su eventi, prezzi, orari e luoghi, visitate il sito www.comune.torino.it/festivalvivaldi/ e vedrete quanta musica potete ancora godervi durante queste vacanze pasquali.

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