EUGENIO ALPHANDERY Next Dominus | Nonna, Profumi, Robot, Savoia e Firenze

EUGENIO ALPHANDERY Next Dominus | Nonna, Profumi, Robot, Savoia e Firenze

Il sorriso è quello del gatto del Cheshire, l’Officina di Santa Maria Novella la sua Alice nel Paese delle Meraviglie.

Mi viene incontro deciso, la stretta di mano energica, gli occhi azzurri disarmanti, ma lo sguardo, tipico dell’uomo di mare, è lungo. Ha fatto della schiettezza il proprio must, attento, curioso disponibile… ma non c’è una seconda chance. Dicono che nei primi 7 secondi “fotografiamo” chi ci sta di fronte. Bene, io ho fotografato un comandante in grado di condurre in porto qualunque barca con qualunque mare. La cultura del mare infatti gli appartiene, e con questa le sue ancelle, curiosità coraggio perseveranza lungimiranza prontezza e decisione.

Eugenio Alphandery nel pieno di una vita professionale appagante, siamo nel 1989, decise di accettare una sfida “impossibile”, salvare la plurisecolare Officina Profumo dall’inesorabile declino a cui sembrava condannata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un miracolo imprenditoriale fatto di passione, determinazione e conoscenza, da vero Artour-o d’Argento, tanto che alla collana di incredibili risultati conseguiti si è aggiunta ora la nuova perla del rinnovato ciclo continuo tra produttore e consumatore, che era ai tempi orgoglio dei Frati di S.M.Novella la cui attività non conobbe crisi fino agli anni ’70 dell’Ottocemto.

Furono i Savoia a devastarne la fiorente attività. Firenze tutta, capitale della neonata Italia, fu sacrificata a imposizioni e devastazioni che nemmeno Napoleone era riuscito a fare. Oggi per una sorta di legge del contrappasso, si deve a lui, discendente di una famiglia trasferitasi a Firenze nel 1720 dalla stessa originaria Savoia, il brillante risanamento di questa straordinaria preziosa attività.

I primi anni furono durissimi, dedicati ad un risanamento organizzativo globale, tecnico fiscale economico e scientifico. Solo dopo aver conseguito questo primo fondamentale obiettivo si decise di procedere al recupero dei preziosi affreschi e arredi di straordinaria bellezza. Recentemente poi, al compimento del quattrocentesimo anno dell’Officina, la sede di via della Scala è stata sottoposta ad un progetto di restauro radicale, che ne ha esaltato i contenuti in ogni sua parte, dal particolare alla struttura tutta. Tutto ciò senza chiudere mai, nemmeno un sol giorno.

Anche quest’anno, come la prima volta quando mi presentai con il mio progetto “in fasce”, l’Ingegnere mi ha accompagnato, nel tempo che non ha ma che trova sempre, a vedere gli spazi riportati agli onori del mondo: dalle cupole delle ex cappelle del convento originario – e ci vorrebbe un trattato solo per questa operazione – al grande lucernaio, l’occhio da dove il Priore sorvegliava l’alacre lavoro dei frati. Tutto è stato riportato alla vita, attualizzato con le tecnologie più all’avanguardia.

La mentalità progettuale è penetrata ovunque in maniera eccellente, dall’innovativo sistema di pagamento, alle toppe delle serrature dei cassetti, i colori gli arredi gli alambicchi le ampolle i loro contenuti le confezioni, ogni cosa è stato studiata, nulla sfugge all’occhio dell’attuale “Priore”. Il lavoro innanzitutto ma il sorriso e la convivialità non mancano mai e le passioni sono tante, e come tutti i Next Dominus, più fa e più ha voglia di fare.

A questa naturale tendenza al bello, che come diceva Marco Valsecchi è caratteristica precipua degli Italiani, si può ascrivere un capolavoro come la mostra nel 2008, “Mavrorachi il profumo di Afrodite e il mistero della dea senza volto”, corredata dalle prove dimostrative di estrazione di essenze profumate che riproducevano le tecniche di lavorazione di 4000 anni fa.

Il fascinoso ritrovamento di Pyrgos-Mavrorachi a Cipro fu presentato a Firenze, quindi fece tappa a Parigi e a Seul, con i suoi vetri fatti d’aria… quasi impalpabili, così fragili, così preziosi. Un evento denso di significati, assolutamente unico, perfetto per la magnifica sede di via della Scala, ricca di storia, immersa in un profluvio di aromi, dovuti ad essenze che sono il frutto di un lavoro di secoli. Sì perché l’Officina risale al 1200, quando la prospera Firenze attirava fiumi di mendicanti che accampati fuori le mura erano assistiti da benefattori e presto nacquero nuovi ordini ordini religiosi.

Notizie tutte queste che dobbiamo al prolifico Giorgio Vasari. Furono proprio i Frati a metà del ‘500, in occasione delle nozze di Enrico di Francia con Caterina de’ Medici, per la quale crearono un’essenza, ad anteporre Profumo alla ragione sociale, intuendone le potenzialità commerciali. La fama della farmacia di Santa Maria Novella si diffuse nei secoli, travalicando decisa i confini del tempo e quelli fisici, tanto che nel 1667, nella guida alle Bellezze della città di Firenze, si ricordava come i prodotti dell’Officina fossero richiesti da “molte Città d’Italia, e fuor d’Italia ancora”, mentre nel Settecento, fra’ Cosimo Bucelli realizzava i Segreti della ” Fonderia di Sua Altezza Reale”, allora si chiamava così, l’importante raccolta delle preparazioni dell’Officina.

L’avvento dei Savoia avrebbe potuto essere davvero letale, ma la struttura era formidabile e resistette. Siamo ormai nel 1886, la Farmacia affidata temporaneamente a fra’ Damiano Beni, nel 1871 passò al nipote Cesare Augusto Stefani, che l’acquistò, e con il quale si chiuse comunque la secolare attività aromataria dei frati di Santa Maria Novella. Oggi i suoi saperi sono tornati ad esprimersi compiutamente grazie alla gestione attuale di Eugenio Alphandery che decise di rivoluzionare la sua vita ormai strutturata, le strade intraprese definitive, per amore… anche se il caso ci mise lo zampino. L’esperto ingegnere meccanico, chiamato a via della Scala per un macchinario inceppato, percepisce che quel luogo incantato sarebbe scomparso per sempre.

Ne conosce il valore, ne intuisce le incredibili potenzialità. La scintilla scocca per amore di una raffinata signora che spesso e volentieri amava frequentare l’aromatico luogo portando quel bambino con sé. Sua Nonna. La decisione è presa. La sua infanzia è salva, sua Nonna sicuramente felice e con lei i Frati e anche tutti noi.

Chiunque varchi la soglia dell’Officina, non è solo accolto da Igea e Galeno, le due grandi statue marmoree della galleria di accesso, ma anche dall’aroma inconfondibile che di qui si “espande” a 360 gradi nelle sue 54 filiali, una rete mondiale creata in soli 28 anni! L’antica sede di produzione di Via della Scala, importante parte dell’antico Convento di Santa Maria Novella, è dedicata ormai alla vendita e recentemente all’accoglienza, grazie ad una tisaneria, mentre la produzione è stata spostata altrove, in via Reginaldo Giuliani. Lo stabilimento, strabiliante nel suo genere, è visitabile, e questa è storia per un’eventuale prossima puntata.

L’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella ora magistralmente ristrutturata e pilotata, ha aggiunto ai preziosi saperi raffinatezza e cultura, musica e arte. Non posso che essere orgogliosa della sintonia che si rinnova ogni anno da tanti anni, e che ha trovato qui, esaltato ai massimi livelli, il dialogo tra l’arte di ieri e quella di oggi.

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